Diritto come scienza sociale

Il diritto fa parte delle scienze sociali, come l'economia, la politica, la morale, la gestione aziendale, che poi sono "scienze umane" applicate ai comportamenti collettivi. Nel retro pensiero di chi se ne occupa si nasconde l'interrogativo sul senso in cui -per queste discipline- si può parlare di "scienza".

Ho cercato di dare delle risposte ai paragrafi 14-16 di "società diritto e tributi" (scaricabile da questo sito), nonchè al 9.2 di evasione fiscale paradiso e inferno. Gli studiosi delle scienze sociali rispondono in ordine sparso a questo problema. Gli economisti si sono arroccati in una prospettiva macroeconomico-matematica, che cerca di inserire i comportamenti umani in formule analitiche, modelli matematici densi di integrali e derivate. I giuristi hanno creato il concetto di "dato normativo", ad imitazione del dato empirico delle scienze sperimentali. L'oggetto del lavoro del giurista è diventato "sistematizzare i materiali", legislazione, sentenze, dottrina. In realtà l'oggetto del diritto come quello di tutte le scienze sociali, sono i comportamenti umani, e trattandosi di diritto, quelli degli organi del gruppo sociale chiamati a organizzare la vita comune e a risolvere le controversie (al limite può trattarsi del gruppo sociale nel suo complesso, nelle piccole collettività o nei rapporti tra grandi collettività, come nel diritto internazionale). In questa cornice (detta "istituzionalismo giuridico") si riconoscono non solo i teorici del diritto, ma anche quanti si sono posti il problema (la differenza è purtroppo rispetto alla massa che non ci ha pensato, e -assoluttizzando quanto accade qui ed ora- identifica il diritto con quanto esce sulla "Gazzetta ufficiale").

Ma ora ridiamoci sopra...questo video, tratto dal Film Il marchese del grillo costituisce una simpatica prima lezione di diritto, "voi sapè 'a procedura? Io i sordi nun li caccio e tu nun li becchi"  Dallo stesso film, già che ci siamo, una significativa immagine dei rapporti fiduciari e della corruzione.

Qualche volta mi viene da pensare alla sostituzione degli studi di giurisprudenza con una specie di cineforum...sarebbe sempre meglio che recitare la onnipotente legislazione articolo per articolo, uno dietro l'altro, tizio dice questo, la cassazione quest'altro, il decreto legislativo quest'altro ancora, uno  dietro l'altro come se fossero la novena, fino ad ammazzare la riflessione..